Finalità del bilancio IAS/IFRS

La finalità del bilancio redatto secondo i principi contabili internazionali è quella di “fornire informazioni sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sulle variazioni della struttura finanziaria dell’impresa, utili ad un’ampia gamma di utilizzatori per prendere decisioni in campo economico”38.

A tal proposito, anche il FASB (OB3, Statement of Financial Accounting Concepts n. 8, 2010) ha sottolineato l’importanza di un’efficace informativa aziendale, affermando che “investitori, finanziatori ed altri creditori attuali e potenziali necessitano di informazioni per supportare le proprie decisioni e verificare i flussi di cassa prospettici dell’impresa”39.
Quindi, secondo il modello internazionale il bilancio deve fornire un’adeguata informativa sulla performance attuale e prospettica dell’impresa, utile a tutti gli stakeholder.

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IAS 38 – OIC 24  Attività immateriali

Gli International Accounting Standards (in forma di acronimo IAS) sono principi contabili internazionali. L’introduzione degli standard internazionali si è concretizzata nel 2002 con il Regolamento (CE) n. 1606/2002, cui ha fatto seguito il Regolamento (CE) n. 1725/2003 e tutta una serie di altri regolamenti (cosiddetti “omologativi”) emanati per disciplinare l’applicazione concreta degli IAS/IFRS nell’ordinamento comunitario. L’applicazione dei principi contabili internazionali consente la patrimonializzazione del fair value del bene intangibile.

Con l’entrata in vigore della legge n. 116/2014, di conversione del D.L. Competitività trovano conferma le modifiche alla normativa interna che disciplina l’utilizzo dei principi contabili IAS/IFRS. L’intervento, previsto all’art. 20, comma 2, D.L. n. 91/2014, è teso a consentire l’utilizzo dei principi contabili internazionali in via facoltativa a tutte le società, con la sola esclusione di quelle che possono redigere il bilancio in forma abbreviata.

Sul piano nazionale, i principi contabili internazionali sono stati recepiti nel Nostro Ordinamento con il D.Lgs. n.38/2005, contenente una serie di disposizioni tese ad armonizzare l’applicazione dei principi in oggetto con la normativa fiscale interna in materia di reddito d’impresa.

L’applicazione del modello della rivalutazione delle attività immateriali IAS 38 permette che gli incrementi di valore di una attività immateriale a seguito di rideterminazione del valore vengono contabilizzati in un’apposita riserva del Patrimonio Netto.

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Perché Certificare

Undici punti per spiegare le ragioni ed il valore aggiunto della certificazione economico finanziaria dei beni intangibili.

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Costo del credito

Migliora la patrimonializzazione dell’impresa ed influenza positivamente il rating quantitativo attribuito dalle Banche all’impresa.

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Credito d’imposta

I costi sostenuti per il processo di certificazione del valore dei beni intangibili sono soggetti a credito d’imposta.

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